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SPETTACOLI

¡AY, CARMELA! DI JOSÉ SANCHIS SINISTERRA


Con Sara Rosa Losilla e Iosu Lezameta.

Regia e adattamento: Sara Rosa Losilla.

Scenografia e disegno luci: Iosu Lezameta.

Durata: 50 minuti. 

Nella nostra prima produzione abbiamo sceltola celebre commedia di José Sanchis Sinisterra. 

Protagonisti della storia sono Carmela e Paulino, una attrice e un attore che sopravvivono lavorando nei teatri della Spagna repubblicana durante la Guerra Civile. La loro sorte cambia quando, per errore, attraversano le linee del fronte nemico venendo così fatti prigionieri dai fascisti. Un generale proporrà  loro di fare uno spettacolo davanti alla truppa in cambio della loro vita. Durante lo spettacolo, però, Carmela non ce la fa a tradire i propri ideali e, inconsapevole delle conseguenze, inizia a intonare una canzone repubblicana venendo quindi uccisa in scena.  La Storia è raccontata usando la tecnica del Flashback: Carmela, una volta morta, torna in vita e fa visita a Paulino per capire cosa fosse successo il giorno della sua morte e per ricordare ai vivi, di entrambi gli schieramenti, il nonsenso della guerra. 

Questo spettacolo è stato rappresentato con successo a Merano, Bolzano, Trento e Cles per studenti dei Licei e delle Scuole Superiori. 

Gli studenti dicono di questo spettacolo: 

www.liceimerano.it/index.php/2016/04/26/aycarmela

SOÑÉ QUE ERA UN SUEÑO

Con Sara Rosa Losilla e Iosu Lezameta.

Voce fuori campo: Anabel Moreno.

Regia, adattamento e spazio sonoro: Sara Rosa Losilla.

Scenografia: Iosu Lezameta.

Durata: 50 minuti.

   

Questo spettacolo è un adattamento di uno dei Doce cuentos peregrinosdi Gabriel García Márquez intitolato Sólo vine a hablar por teléfono. Lo spettacolo racconta la storia di una donna che, dopo un incidente stradale avvenuto in mezzo al deserto dei Monegros (Spagna), sale su di un pullman alla ricerca di un posto dove trovare un telefono per chiedere aiuto. Questo pullman, pieno di donne in stato di sonnolenza, la porterà fino ad una struttura che si scoprirà solo successivamente essere un ospedale psichiatrico.  Una volta dentro, verrà confusa per una delle pazienti appena arrivate e inizia così il suo incubo che la porterà a ricercare delle strategie per poter scappare. 

L’adattamento si lascia contagiare dal thriller psicologico, un genere molto più sfruttato nel cinema, ma anche con un riferimento al grande classico di Calderón de la Barca, “La vida es sueño”. 

Nella messa in scena si usano diversi espedienti teatrali per creare suspense: ritmo trepidante, musiche, suoni, ambienti e immagini simboliche e intriganti.

Questo spettacolo è stato rappresentato al teatro San Marco di Trento e al Liceo Russell di Cles. 

 
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